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Lesioni da decubito in età pediatrica: prevenzione e trattamento

Quelle che comunemente vengono chiamate piaghe da decubito, sono più correttamente definite ulcere da decubito o più genericamente lesioni da pressione. Si tratta di lesioni della pelle con evoluzione necrotica che interessano l’epidermide, il derma e gli strati sottocutanei fino a raggiungere nei casi più gravi la muscolatura e le ossa.  Questo tipo di lesioni insorgono per effetto di una compressione prolungata tra una prominenza ossea (cranio, calcagno, osso sacro) ed una superficie esterna rigida (letto, cuscino, ingessatura), con conseguente insufficiente perfusione tissutale e quindi sofferenza cutanea. Una mobilità e attività motorie ridotte rappresentano i principali fattori di rischio per l’insorgenza di lesioni da pressione. In ambito pediatrico, i soggetti più a rischio di manifestare lesioni da decubito sono pertanto i bambini portatori di malattie genetiche o acquisite che determinano l’impossibilità di muoversi liberamente e naturalmente (bambini spastici, con malattie neurologiche, affetti  da esiti di traumi cranici). Spesso questi bambini presentano inoltre una sensibilità diminuita in determinate parti del corpo (bambini tetraplegici, mielolesi), con conseguente insensibilità al dolore in sede di lesione cutanea e conseguente progressiva evoluzione della stessa. In tutti questi soggetti, le sedi più frequentemente colpite sono il cranio, in particolare la regione occipitale (20%), l’orecchio (15%), il tallone (11%), la caviglia (9%), l’alluce (9%) e il coccige (5%). Queste lesioni possono essere isolate oppure, nel 50% dei casi, multiple. Altra categoria a rischio di particolari “lesioni da pressione” è inoltre rappresentata dai bambini con superfici del corpo sottoposte a maggiore e continuo attrito e frizione contro dispositivi medici di materiale duro, resistente come cateteri, cannule vascolari, stomie digestive o respiratorie.
E’ indispensabile riconoscere subito un decubito e quindi procedere alla sua stadiazione che fornisce una misura immediata della gravità della lesione e permette di intraprendere un programma terapeutico idoneo alla stadio della lesione.
Scala “Q” di Braden (4 stadi )
-    Stadio I: arrossamento della cute che risulta meno sensibile e ridotta di spessore
-    Stadio II: presenza di un’ulcerazione cutanea talora estesa fino al derma, ma senza segni di necrosi dei tessuti
-    Stadio III: presenza di necrosi della cute e del tessuto sottocutaneo
-    Stadio IV: presenza di ulcerazione e necrosi che raggiunge i tessuti profondi, il muscolo, con esposizione ossea o articolare
Le lesioni da decubito si possono prevenire. La prevenzione consiste nel riconoscere e descrivere il più precocemente possibile tutte le aree di arrossamento cutaneo e nel ridurre quindi la pressione su queste zone ruotando ogni due ore il piccolo paziente al letto di degenza. Altri ausili sono rappresentati  dall’adozione di materassi antidecubito appositi per tutti i bambini a rischio e dalla separazione dal contatto diretto con la cute del piccolo paziente di tutte quelle superfici dure (sonde e bottoni per gastrostomia, cannule tracheostomiche) mediante appositi distanziatori (medicazioni, idrocolloidi).
Attualmente la  terapia delle lesioni da decubito nel bambino è di tipo medico e  si basa sull’utilizzo di medicazioni particolari, denominate Avanzate, scelte in base allo stadio e tipo della lesione (necrotica, fibrinosa, infetta, granuleggiante e riepitelizzante). Queste medicazioni consentono una riparazione delicata dei tessuti cutanei danneggiati mantenendo un ambiente umido, che rende più rapida  la formazione di nuovi capillari e migliora la rigenerazione tissutale. L’efficacia e delicatezza d’azione di queste medicazioni permettono ormai una guarigione anche dei decubiti al III e IV stadio permettendo cosi di evitare al piccolo paziente complicanze infettive secondarie e interventi chirurgici riparativi.

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